sabato 12 novembre 2011

Is Shit Art, is Art Shit?

IL-Supplemento del Sole24Ore, 11-11-2011
Arte contemporanea e sterco. 
Articolo da "IL - supplemento del Sole24ore", dell'11 novembre 2011

martedì 8 novembre 2011

Alberti e l'Historia Augusta

Nel prologo con dedica al Brunelleschi del suo trattato sulla pittura l'Alberti menziona “pittori, scultori, architetti, musici, ieometri, retorici, auguri e simili nobilissimi e maravigliosi intelletti”. L'intento è quello, tutto rinascimentale e toscano, che fonda le sue radici in Dante, Petrarca, Boccaccio e Cennini, di porre sulle stesso piano intellettuale le arti visive e le arti liberali, conferendo quindi alla pittura, all'architettura ed alla scultura nobiltà d'ingegno. E' interessante notare come, in tale elenco i “retorici” rappresentino le arti del trivio (retorica, dialettica e grammatica), mentre gli “ieometri” la geometria e l'aritmetica, poi musica, ed infine gli auguri, connessi all'astronomia, in quanto interpreti degli astri e dei segni del cielo. Questo elenco albertiano, a mio avviso, può essere ritenuto culta e raffinata reminescenza classica, tutt'altro che desueta per un sottile conoscitore dei testi antichi quale l'Alberti. Infatti nella Historia Augusta, nella vita di Adriano (16.10) appare un elenco assai simile a quello del De Pictura; nel testo romano si ricorda come l'imperatore amasse attirare alla sua corte: “grammaticos, rhetores, geometras, pictores, astrologos”. Ed anche in questo caso i pittori appaiono legati a rappresentanti delle arti liberali: retorici, ieometri, auguri.

venerdì 28 ottobre 2011

Il sogno delle celebrazioni genera mostri


“Le magnifiche sorti e progressive!” avrebbe commentato il conte Giacomo visitando l'ennesima, patriottica e, pare, obbligatoria per ogni istituzione, mostra celebrativa per festeggiare l'anniversario dell'Unità italiana, dal titolo L'anima e la musica, conclusasi lo scorso giugno presso il museo senese del Santa Maria della Scala.
L'allestimento si proponeva di ricreare gli ambienti di una casa (direi villa!) ottocentesca e permetteva “di rivivere i personaggi, i quadri, le musiche, le parole legate insieme attorno ai temi del viaggio, del popolo, della nazione, dei notturni, dell'amore”, secondo depliant informativo. Lo stesso foglietto esaltava questa “grande esperienza virtuale”. Ed in effetti pareva di addentrarsi nel set di un film di Visconti, grazie all'eccezionale e bellissimo allestimento di Andrea Milani. Accompagnato dolcemente da una musica d'epoca e soffusa, nella prima sala il visitatore entrava in una biblioteca ottocentesca, con le pareti coperte da gigantografie di scaffali colmi di volumi e vari ritratti di letterati e poeti appesi al muro, fra cui spiccava quello, celeberrimo, di Giuseppe Verdi di Boldini del 1866, presente anche nel catalogo della mostra, ma non in mostra... in effetti si trattava di una riproduzione del dipinto e molte opere eran di fatto virtuali (come da depliant), ovvero fotografie su lightbox in slideshow di vari ritratti da Byron all'Alfieri. Nella seconda sala si veniva accolti in un salotto con balcone dove v'eran paesaggi (i più celebri autori in foto) e, dopo un passaggio nella sala detta “dell'alcova dell'amore” (?! Elisa di Rivombrosa gli fa un baffo...) con opere al chiaro di luna, si giungeva alfine al Corridoio della Storia.
E qui, a parte i soliti noti, come Fattori, brillavano alcuni meno famosi; il non tanto inclito artista polacco Piotr Michalowski con un mediocre Contadino con cappello dal museo Narodowe di Varsavia o il quadretto di genere Circo a Saska Kepa di Franciszek Kostrzewski (pittore di simpatici beoni da osteria), che ritrae un episodio storico fondamentale dell'indipendenza polacca! Quindi una Battaglia di Marengo di Giuseppe Pietro Bagetti dalla Biblioteca Reale di Torino che forse con i moti risorgimentali c'azzecca pochino. Fra le tante opere, tuttavia, appariva un dipinto davvero interessante ed insolito: Garibaldi all'assedio di Roma, eseguito nel 1849 da George Housman Thomas, dalla collezione Apolloni. Chi è questo inglese che simpatizza con la lotta libertaria come tanti suoi connazionali e dipinge in diretta Garibaldi difensore della Repubblica Romana? Dalla mostra e dalla scheda del catalogo nessuna notizia. Eppure sarebbe stato interessante saperne di più. Meno male che c'è Wikipedia che c'informa a posteriori che l'artista londinese, tornato dagli Stati Uniti “nel 1848 fu in visita in Italia, anche con lo scopo di completarvi la sua formazione artistica. Thomas si trattenne in Italia per due anni, durante i quali fu anche a Roma, nel frangente storico dell'assedio francese alla Repubblica Romana, di cui fu diretto testimone. Questa coincidenza gli diede modo di realizzare molti vividi disegni dei principali avvenimenti di quella stagione storica, che Thomas inviò in Inghilterra per la loro pubblicazione sulla Illustrated London News. Tra i soggetti dei suoi disegni vi fu anche Giuseppe Garibaldi, del quale realizzerà in seguito un dipinto”.
Il piccolo catalogo non fornisce molte notizie sui lavori esibiti: nome dell'autore, titolo dell'opera, anno d'esecuzione e tecnica; nessuna scheda, nessuna bibliografia relativa; in mostra nessun pannello esplicativo (bensì scritti poetici ed evocativi). L'utilità scientifica latitava o era davvero ben celata. E questa pare essere la nouvelle vague delle mostre d'arte che riflette il cambiamento della funzione della cultura nella società italiana; in questa nuova concezione tutta virtuale si ha l'impressione che le opere servano solo a creare scenografia (non cambia molto se invece del quadro c'è una sua riproduzione!), prevale l'allestimento sui lavori, il contenitore sul contenuto, l'apparenza sulla sostanza. Esibizione seducente, ma inutile: il visitatore se ne usciva da L'anima e la musica ebbro di suggestioni estetizzanti, ma povero di informazioni storiche, ovvero più beato, ma ugualmente dotto di come fosse entrato.

Piergiacomo Petrioli

Caravaggio e i 'Bollori' della 'varicella'


Ho terminato da poco la lettura del romanzo di Linda Murray dal Titolo “Caravaggio. Il fuoco oscuro” (ISBN 978-88-7424-645-8), pubblicato da Aliberti Editore, nella collana diretta da Pierluca Pucci Poppi.
Non avevo mai letto un libro con così tanti refusi, sviste e veri e propri errori che vanno ad inficiare enormemente la qualità del prodotto.
Pur non entrando in merito del contenuto e della gradevolezza o meno della storia, corre l’obbligo di segnalare alcuni svarioni che anche un mediocre correttore di bozze avrebbe dovuto vedere.
Probabilmente l’editore si è affidato al correttore automatico che, a pagina 174, ha trasformato, se si vuole anche in maniera divertente, la chiesa di Santa Maria in Vallicella, in Santa Maria in Varicella!
Non sembra divertente, però, che lo scrittore d’arte Pietro Bellori, fonte sia per la vita di Caravaggio, sia per molte altre questioni che riguardano l’arte del Seicento e precedente, sia stato trasformato in Pietro Bollori e per ben 4 volte (3 a pagina 12 e 1 a pagina 13).
Non ho letto, né visto la versione originale, ma dubito fortemente che una storica dell’arte possa aver fatto questo increscioso errore e devo quindi imputarlo o all’editore italiano o a quello editore che ha pubblicato in lingua originale. Ciò non toglie che l’editing italiano non abbia fatto il suo dovere, inducendo chi legge il romanzo, magari digiuno di storia della critica d’arte, a credere nell’esistenza di un “Pietro Bollori” scrittore d’arte del Seicento.
Tralascio sulle indecisioni nel rendere le maiuscole e minuscole per poi optare per singolari scelte come “Ppapa” o “Eeminenza” che si trovano disseminate nel volume.
So benissimo che è impossibile editare la perfezione e che il “folletto dei refusi” è sempre in agguato, ma qualcosa per prevenirlo deve comunque essere fatta.
I 20 euro di prezzo di copertina sono decisamente troppi, per leggere un testo con così poca cura.
Ci si augura, nel caso di una ristampa, dopo un’attenta lettura che venga inserita almeno una “errata corrige” e che si pubblichi in genere volumi che abbiano quella doverosa cura che ogni libro merita. 

Patrizia Agnorelli

WELCOME TO ART HISTORY

Nuovi mezzi di comunicazione, nuove tecnologie, nuove vie. La storia dell'arte è campo tradizionalmente conservatore. Il mezzo cartaceo regna ancora sovrano, legato alla informazione scientifica attraverso libri e riviste altamente specializzate oppure ad una divulgazione talvolta banale e superficiale. Vi sono stati e vi sono pionieri della disciplina interessati ad esplorare le nuove vie tecnologiche per modernizzare l'esegesi storico-artistica, come Ragghianti, che già negli anni Sessanta affrontava la questione dell'utilizzo del computer nella storia dell'arte, o Paola Barocchi, che pubblica con la fondazione Memofonte fonti e carteggi per la storia dell'arte, rendendoli accessibili, facilmente consultabili e, di fatto, facendo diventare il libro obsoleto, almeno per quanto concerne la consultazione a fini di studio e ricerca.

I siti web dedicati alla storia dell'arte, che mettono on-line testi, immagini, articoli, in questi ultimi anni, si sono moltiplicati (basti pensare ad Arthistoricum o Fontes – sulle fonti storico artistiche), molte università, specialmente americane offrono su internet materiali bibliografici e iconografici, oppure alcune riviste hanno trovato nella pubblicazione web una comoda via per eliminare i costi di stampa, enormi per pubblicazioni di storia dell'arte che richiedono immagini spesso a colori e perfette (penso ad esempio all'Università di Udine, che ha deciso di stampare la sua rivista di filologia “CentoPagine” solo in formato web).

Questo minimo blog, lungi da avere alcuna pretesa, vuole proporsi come zibaldone storico artistico su internet, palestra e confronto fra amici, accogliendo, se funzionerà, idee, recensioni, pensieri, elzeviri su una disciplina, la storia della critica d'arte, che, almeno in certi ambienti, non pare riscuotere grande popolarità, riprendendo infine il dialogo alle radici del metodo, da dove è iniziato; nell'Italia fra Otto e Novecento, riportando l'attenzione per una storia dell'arte “solida”, fondata sul documento e sulla chiarezza dell'esposizione, ché la forma è anche contenuto.

Invitiamo tutti coloro che lo desiderano a mandarci recensioni, articoli, commenti per aprire su questo blog uno spaziodi confronto, dibattito escambio sulla critica d'arte.